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L’agricoltura biologica è la più antica e allo stesso tempo la più moderna forma di lavorare il terreno. Nel ventunesimo secolo l’uomo, quotidianamente confrontato con la tecnologia ad alto livello, aspira sempre più a ritrovare un equilibrio con la natura, un equilibrio che a volte sembra spezzarsi o addirittura perdersi. La ricerca dell’armonia con l’ambiente ed il cosmo è alla base degli allevamenti biologici. Negli anni Settanta nascono i primi allevamenti. Il grande sviluppo della corrente biologica nasce grazie alla diffusione dei movimenti ambientalisti, in particolare negli ultimi 10 anni. Gli obiettivi principali sono di favorire la fertilità dei terreni con metodi tradizionali e di evitare l’uso di prodotti chimici, che possono essere facilmente sostituti con metodi naturali.
Il biologico porta inoltre al ritrovamento di un’identità territoriale. L’Italia, per via della superficie coltivata e per varietà di prodotti, è il paese del Vecchio Continente che è più propenso all’allevamento biologico e che nel 2004 ha prodotto come primo paese europeo alimenti biologici. Come però spesso accade, l’Italia è anche il paese dei paradossi. Gli abitanti del Bel Paese infatti sono i meno numerosi in Europa a preferire i cibi biologici.
Perché è così importante dare valore all’agricoltura biologica?
Ai giorni d’oggi l’agricoltura è una delle cause di inquinamento per l’uomo e per tutto l’ambiente. Sapere cosa si mangia significa in qualche modo essere partecipi del modo in cui un alimento viene prodotto e distribuito in tutti i suoi passaggi. Inoltre i prodotti sono quasi sempre più gustosi ed hanno un valore nutritivo superiore ad altri così come sostanze preziose antiossidanti. Gli alimenti biologici sono di norma più sicuri e igienici di quelli convenzionali grazie alle tecniche agronomiche adottate secondo l’applicazione del Regolamento Cee.